Il primo concerto dei Marlene Kuntz si trasforma per Giovanni in parola. Bellezza è per lui il “Noi” del testo dei Marlene che esprime la dimensione di comunità, in cui si è uniti da un unico obiettivo, ognuno vi prende parte con la propria diversità. In questa ricerca c’è posto per tutti: ”sereni e semplici o cupi e acidi…”

Emozione
empatia
gioia viscerale
ritmo catturante
parole illuminanti
esperienza entusiasmante
gratitudine
ricordo vivifico.

Ritorna il mio pensiero
a scrutare il cuore
ricolmo di gioia
ancora presente per intensità
non si fa ricordo.
Ancor oggi batte il piede
a ritmo con l’emozione
che nata nella pancia
ha invaso tutto il mio corpo
segnandolo per sempre.
In un sogno vive l’animo mio
mai vorrebbe svegliarsi,
non potendo
vi resta avvinghiato
fino a che può.
Ritorna il pensiero
a sé
e traduce in parola
ciò che parola non è
poiché un vissuto
tradurre non sempre
si può.
Gratitudine esplode prepotentemente
correndo a dire grazie a Cristiano
per ciò che è.

.

Giovanni Malanca insieme a Cristiano Godano

Nasce nel 1998 e vive a Boretto in provincia di Reggio Emilia . La sua atassia lo costringe al silenzio e alla carrozzina non riuscendo nè a camminare nè a parlare. A dodici anni impara ad utilizzare, nella scrittura, la Tecnica
della Comunicazione Facilitata, riuscendo così ad esprimere compiutamente pensieri, opinioni, desideri, ed
emozioni e scoprendo la sua vena poetica. Conclude il liceo, partecipa a concorsi di poesia e nel 2019
pubblica con Indomiti, progetto editoriale dell’associazione Il
Giardino del Baobab di Reggio Emilia, il suo libro ”Io, Cavalier gentile” con la prefazione di Cristiano Godano .
La musica e la poesia sono le sue passioni. “ La musica mi mette le ali, è l’accesso al mondo del sogno.
L’ascolto mi porta gioia e serenità. Il mio corpo entra in sintonia con essa accogliendone i ritmi e le melodie che
muovere sanno la mia energia rinnovandola.”
“Scrivere una poesia mi regala sensazione di gioia, di libertà
e di pienezza, mentre scrivo mi sento lucido, presente a me stesso e contemporaneamente in una dimensione onirica.”
Si considera un cavalier gentile perché “Amo la gentilezza e desidero esprimerla nella relazione con gli altri, oltre che
con me stesso. L’uomo gentile è colui che non giudica, accoglie l’altro così come è, notandone i lati positivi più dei
negativi”.

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