Sweet Jane

Jack e Jane spiegano a Lou Reed, l’autore del brano Sweet Jane, la loro urgenza di una vita normale, la loro versione del sogno americano

Ascolta Lou. Io e Jane ci siamo seduti in cucina e abbiamo fatto i conti. Li abbiamo fatti con noi stessi, rispetto a quel poco che abbiamo e rispetto a tutto ciò che ci manca. Ci siam ritrovati con le tasche vuote, sul ciglio di una strada polverosa di provincia, obbligati a rincorrere un futuro che non riusciamo a comprendere, ma che ci aspetta. La grande città è un tritacarne, lo sappiamo bene. Ma io sono stanco dei sogni agitati di Jane. E lei è stanca delle urla di suo padre e dei pianti disperati di sua madre. Tu hai la tua musica, la tua chitarra, i tuoi amici. Amici ogni notte diversi. Hai la nota giusta per ogni bacio e per ogni singola lacrima. Hai la parola perfetta per ogni situazione, per ogni nuova vita così come per ogni ennesima morte. Hai mille storie da raccontare e sai come raccontarle. Io e Jane abbiamo una sola storia da vivere. Il nostro punto di vista, da questo lato del marciapiede, è più semplice del tuo. Lo sappiamo bene. Nella nostra valigia abbiamo poche cose; tra le poche cose ci sono questa nostra visuale e questo nostro piccolo grande sogno. È un sogno di provincia, un sogno normale, forse banale. Ma è il nostro sogno. Noi siamo felici così”.

Lou era in piedi, immobile dietro le sue grandi lenti scure. Ruotò la testa verso Jane, seduta sulla grande valigia. La guardò aspettando di incrociare i suoi occhi bassi. Lei sollevò lo sguardo e inspirò un po’ d’aria, giusto quella necessaria per scavalcare i pochi minuti rimanenti sino alla partenza: “Lou, ascolta, io la mattina mi sveglio sorridendo con la voce di Jack che mi dice: Vino e rose celesti / sembrano sussurrarle quando sorride. Ora noi andiamo. Ciao Lou”.

Francesco Picca

Nato in Puglia, laureato in economia, ha colto nella scrittura un ottimo pretesto per sfuggire alla
monotonia accademica. Ha vissuto una significativa esperienza in terra romagnola di cui vi è una traccia
riconoscibile nella genuina umanità dei personaggi che abitano i suoi racconti. Immagini e ricordi
tracciano un lento percorso tra scorci di schietta solidarietà in cui il superfluo cede il passo
all’indispensabile. La curiosità, l’attesa del cambiamento, il conflitto, la svolta, l’esperienza del viaggio
rappresentano i temi cardine della sua scrittura. Ha pubblicato due raccolte di racconti brevi, “Chiave
21” (Pufa, 2015) e “Lacca” (Bertoni, 2019). Collabora con le testate Magazzini Inesistenti, Malacoda e
Malablò scrivendo di musica, di letteratura e di attualità politica.

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